Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

Internet a due velocità? No grazie

A dicembre si è diffusa la notizia che le due maggiori società di telecomunicazioni degli U.S. stavano prendendo iniziative per ottenere una sorta di “Internet a due velocità ” nell’ottica di distribuire video di qualità ai loro utenti lasciando ad alcuni una via privilegiata. La questione è trattata in questo articolo del Boston Time.
Quale è il nocciolo della questione? La distribuzione di contenuti video è una delle prossime notività della rete per il grosso del mercato. Distribuire video di qualità è stato fino ad oggi difficile perchè necessitava di un’infrastruttura di rete a banda larga e molto veloce per poter essere realizzata. Ora che sempre più accessi a internet rispondono a questi requisiti, molte società ci stanno pensando. La “televisione via internet”, come viene volgarmente chiamata, è una delle prossime frontiere e in molti ci vogliono guadagnare.
Come? Semplice, pensano AT&T e BellSouth. Facciamo in modo che i dati di una particolare trasmissione video possano passare sulla rete con una priorità più alta rispetto ai dati normali, che non necessitano di tutta questa urgenza. Ottima soluzione, di certo non è una novità , già anni fa si sentiva parlare di evoluzioni possibili in questa direzione. Dove sta il trucco? Il trucco è che ovviamente questa priorità la diamo a chi vogliamo noi, vale a dire a noi stessi e a chi paga. Chi paga molto.
Risultato? I proprietari dei più grossi portali della rete, da Microsoft a Google a Yahoo ad Amazon, per intenderci, non ci stanno e quindi si ribellano. Divertente che porprio chi fa spesso forza della propria posizione di monopolio si trovi a subire lo stesso destino. Fosse solo per loro non starei qui a scrivere, chi è causa del suo mal pianga se stesso, io mi ci farei solo quattro risate sopra. Il problema è che tutto questo andrà a toccare anche livelli di business più modesti e in ultima analisi tutti gli utenti, perchè alla fine chi metterà i soldi se Google o chi per lui dovrà pagare AT&T per poter mandare video alla stessa velocità di AT&T stessa?

Tutto questo perch�
Chi si è lanciato in questa proposta, questa “internet a due velocità dove però decidiamo noi a chi dare il permesso di andare veloce”, tutto ciò sembra perfettamente logico. Mi tocca sentire qualcuno dire: ”Why do fundamental business economics not apply to the Internet?”. Chi lo dice? Bill Smith, <a href=”http://www.comsoc.org/~cqr/2005-Smith.htm”>questo signore qua</a>, il capo della sezione tecnologica di BellSouth, non di certo uno che ci si aspetta non abbia almeno una vaga idea di quello che succede nel mondo dell’Information and Comunication Technology. Il signore invece sembra non avere capito che effettivamente molte delle tecnologie che riassumiamo nella parola “Internet” stanno effettivamente stravolgendo le “fondamentali leggi del mercato”. Oppure mente.

Come mai i compari di Bill hanno investito soldi in questo tipo di tecnologie? Come mai puntano a questo nuovo modello per la distribuzione di contenuti multimediali? Perchè è quello da cui si può guadagnare. Non di certo perchè è l’unico, nè perchè è il migliore.
Tanto per fare un esempio, il solito: in quest’ultimo anno le tecnologie per la distribuzione di video sulla rete si sta decisamente spostando verso lo streaming video <a href=”http://della.turbino.net/blog/?p=39″>P2P</a&gt;, cosa di cui ho già <a href=”http://della.turbino.net/blog/?tag=video+streaming”>parlato piÃù volte</a>. Questo è un modo efficace ed economico per diffondere grosse quantità di dati. Lo dimostra l’incredibile successo delle reti di file sharing che utilizzano queste tecnologie. Il software sta muovendo decisamente in questa direzione, sempre più applicazioni iniziano ad usare questo modello per scambiarsi dati, per condividere informazioni.

Perchè? Quale è il fondamentale vantaggio? E’ presto detto.
Proviamo a pensare a un servizio che si vuole ottenere. Ad esempio, prendere un autobus. Comprare i biglietti per un concerto o per la partita. Andare in posta. Aprire un sito web. Più gente c’è più tempo si impiega a ottenere quello che si desidera. Tempi di attesa per via della coda, così nel “mondo fisico”, così sulla rete. Il P2P è l’opposto di questo. Più gente c’è, meglio va. Piùpersone sono “collegate” con quello con cui sono collegato io e più mi sono vicine, più otterrà un servizio migliore.
Questa è una di quelle cose talmente forti su molteplici livelli da lasciare le vertigini se ci si pensa bene. Una roba da sconvolgere ben più di qualche “fondamentale legge di mercato”.

Se esiste questa tecnologia che si sta diffondendo a macchia d’olio, perchè non usarla? Perchè non ci si puù guadagnare, non si può far pagare nessuno per un servizio che di fatto non si sta offrendo, perchè una cosa simile si appoggia direttamente sull’utente, è la somma degli utenti a fare il servizio. Loro, la loro fibra ottica e il loro computer. Niente altro. Il risultato è che non si investe nel p2p video streaming, che è infatti molto più¹ indietro di quanto potrebbe essere.

Chiudiamola qui per oggi, lascio con un articolo di questi giorni, lunghetto ma che da una buona idea dello situazione e dello scenario che si potrebbe delineare, toccando temi importanti come la “Network neutrality” che le società telefoniche stanno volontariamente abbandonando e le possibili ripercussioni sulla rete di mosse come questa.

Una risposta a “Internet a due velocità? No grazie

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