Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

Archivi Mensili: giugno 2007

Petizione WiMAX Libero

Ebbene eccoci di nuovo qui. Un nuovo momento cruciale per la storia della comunicazione, quindi dell’informazione, quindi della cultura e dell’evoluzione del nostro Paese.

Uno di quei tanti momenti storici in cui c’è un’opportunità e si deve provare a coglierla. Chi si rende conto di questo tenta di far sentira la propria voce ma spesso chi trascina la baracca non è sufficientemente consapevole di quanto accade. Nulla di male non fosse che si tende ad ascoltare il portafogli piuttosto che la voce di chi è competente con il risultato che si finisce per affidare le sorti di questioni cruciali come l’Informazione nelle mani di chi farà cadere qualsiasi spinta innovativa nell’oblio e penserà solo a succhiare più sangue possibile.

Fortunatamente però negli ultimi anni proprio questi mezzi di comunicazione danno a chi vuole un megafono un po’ più forte di quello tradizionale per poter far sentire le proprie ragioni. Allora ecco che ancora una volta sfruttando le possibilità di oggi si tenta di mantenere

Venendo al punto, in questo periodo il tema caldo è il bando delle licenze WiMAX che è, brevemente, una nuova tecnologia di comunicazione che permette di avere connessioni wireless su larga scala e a banda larga. Insomma, come avere la linea DSL o la fibra, però senza fili.

La petizione si firma qui e sono spiegate le motivazioni in maniera esaustiva. un altro interessante approfondimento si può trovare sul solito Punto Informatico in cui parlano il promotore originale della petizione, Andrea Rodriguez, e Paolino Madotto, responsabile nazionale Innovazione dei DS, di cui cito un passaggio:

A livello personale sono d’accordo sull’impianto fondamentale dell’open spectrum, condivido la petizione e l’ho sottoscritta. È un modello che ha la sua validità non solo per il non profit; la Comunità Europea parla chiaro. Il dibattito intorno al tema dell’Open Spectrum non è più chiuso tra un gruppo di hacker, è un tema che le autorità regolatorie in molti paesi stanno per avviare o hanno avviato.

Le firme a oggi sono 90000, in una settimana. Un’ottima occasione per dare una mano sostanziale a qualcuno che lotta *davvero* per le libertà.

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Casa casetta

Per vari motivi spendo molto tempo in casa. Sto addirittura regredendo al punto di essermi messo a vedere Lost e 4400. Finirà presto.

In ogni caso la situazione è rosea e un nuovo pezzo della casa può dirsi completato: la cucina. Ecco un nuovo aggiornamento fotografico. Le ultime 9 sono quelle di oggi.

Addio NTFS

Momento importante. Quale linuxaro dell’ultima ora, sono passato a usare Ubuntu definitivamente solo a ottobre scorso. Il mio disco contiene ancora una partizione di sistema con Windows XP (che è in questo stato da mesi) oltre alla partizione con su la roba. Qualche tempo fa ho comprato un Lacie USB da 300 Gb per tenere un backup e fare grandi spostamenti. Ora che il Lacie ha su tutto posso piallare le due partizioni e mettere su quella piccola una installazione di Ubuntu su cui giocare (e partire dalla fresca fresca Tribe 1 di Gusty Gibbon, la versione di Ubuntu in sviluppo) e l’altra resta per la roba, ma userà il buon File System Ext3.

Addio anche a quest’ultimo ricordo di Windows. E beccatevi pure sta immagine da 100% nerd power!

Magie audio

Ieri notte ho installato con successo Pulseaudio sul PC.
Pulseaudio è un Sound Server multi piattaforma. In pratica un aggeggio come questo permette di gestire molto comodamente diversi sotto sistemi audio facendo magie come:

  • regolare indipendentemente il volume per ogni applicazione
  • passare un flusso audio da un sistema a un altro
  • fare queste cose in maniera trasparente su qualsiasi sistema audio presente sulla rete locale.

Cose tipo: dal portatile mandi in riproduzione un file audio sul PC fisso e quindi anche se il file sta sul portatile si sente attraverso il sistema audio collegato al PC.
Un gran bel giochino che si installa molto semplicemente e permette di superare i limiti dell’attuale sistema audio standard fornito con Ubuntu, spesso fastidiosi.
Ovviamente Pulseaudio è un sistema che lavora a “basso” livello, dal punto di vista delle applicazioni è trasparente (bè, quasi, ma non approfondiamo). Per l’utente ci sono solo delle opportunità in più e nessuno sbattimento ulteriore.

Rapido cenno a una delle tente risorse messe a disposizione dalla Electronic Frontier Foundation: una Guida Legale per blogger, utile se il vostro blog è un po’ troppo sovversivo e qualcuno inizia a lamentarsi. Pressioni sui blogger non sono cose che succedono solo in Iran…

Infine vediamo, semrpe in tema di audio, mi sono aggiornato sulla situazione dei driver Firewire IEEE1394 per linux per schede audio. Il sito di riferimento è ancora quello di FreeBob su cui trovare informazioni sulle specifiche schede supportate. Forse presto potrò ricomprarmi la Aureon 7.1 firewire che un anno e mezzo fa avevo restituito perchè non funzionava sotto linux. Attualmente FreeBob è a un buon livello, si installa comodamente in Ubuntu e i progressi continuano.

Interessante peraltro è il fatto che il prossimo kernel di linux, la 2.6.22 attualmente in RC3, conterrà tra le altre cose anche un nuovo stack firewire che sarà un buon propulsore per il futuro supporto a questa tecnologia. Lo stack è stato gentilmente contribuito da RedHat.

puff puff…

Oggi, a lavoro, ho smanettato tutto il giorno con le mostruose API per OpenOffice. Dovevo solo creare l’indice di un documento con i link ai capitoli. Solo… a parte il fatto che ho impiegato parecchio tempo a capire come si fa attraverso l’interfaccia di OpenOffice (il cui help pretende che “in front of” sia inteso come “on the left of”).
In ogni caso la faticaccia per impratichirsi con quella baracca varrà una API più umana e leggibile per manipolare documenti tramite OOo, che di fatto gestisce una bel po’ di formati diversi ed è Open Source.

Ciò detto torno a casa e scopro GShare per che dovrebbe essere un’utility per Gnome che consente un file sharing semplice… In realtà lo ho installato sia sul PC che sul MacBook e ho provato ad accedere dal portatile al fisso, risultato: vedo il PC, provo a fare il login, ma nulla.
Uff.

Ultima cosa prima di dedicarmi alla zuppa che ho preparato nelle ultime due ore, ho trovato questo Jokosher che è uno strumento di editing audio multitraccia, sempre per Gnome. Ho trovato anche una recensione approfondita in Italiano.

Buon appetito.

puff puff…

Oggi, a lavoro, ho smanettato tutto il giorno con le mostruose API per OpenOffice. Dovevo solo creare l’indice di un documento con i link ai capitoli. Solo… a parte il fatto che ho impiegato parecchio tempo a capire come si fa attraverso l’interfaccia di OpenOffice (il cui help pretende che “in front of” sia inteso come “on the left of”).
In ogni caso la faticaccia per impratichirsi con quella baracca varrà una API più umana e leggibile per manipolare documenti tramite OOo, che di fatto gestisce una bel po’ di formati diversi ed è Open Source.

Ciò detto torno a casa e scopro GShare per che dovrebbe essere un’utility per Gnome che consente un file sharing semplice… In realtà lo ho installato sia sul PC che sul MacBook e ho provato ad accedere dal portatile al fisso, risultato: vedo il PC, provo a fare il login, ma nulla.
Uff.

Ultima cosa prima di dedicarmi alla zuppa che ho preparato nelle ultime due ore, ho trovato questo Jokosher che è uno strumento di editing audio multitraccia, sempre per Gnome. Ho trovato anche una recensione approfondita in Italiano.

Buon appetito.

Grandi manovre

Stamattina mi sono svegliato sul presto, per essere sabato, e alle dieci ero già operativo. Ho deciso di fare i Grandi Lavori sui miei computer che attendevano da un po’. Sostanzialmente si trattava di:
1. spostare sul disco esterno tutta la “roba”, in modo che fosse in un posto sicuro.
2. ripartizionare il fisso, ora più libero grazie al trasferimento di cui al punto 1, in modo da avere una partizione per installare una Ubuntu con cui fare esperimenti rischiosi
3. stessa cosa sul macbook (operazione ad alto rishcio, è la macchina di lavoro).

I trasferimenti stamane sono andati tutti bene. Al contrario il ripartizionamento del MacBook ha avuto un effetto collaterale fastidioso. Purtroppo il boot loader, rEFIt, non è stato più in grado di identificare correttamente Ubuntu dopo che ho spostato e ridimensionato la partizione su cui era installata. Ragione per cui ho approfittato per un bel backup di tutta la mia roba e provveduto a radere al suolo le partizioni e reinstallare tutto da zero, cosa che volevo comunque fare in quanto la precedente installazione era un po’ rovinata a causa del fatto che per giocarci la avevo messa su a gennaio quando Feisty era ancora in sviluppo.

In questo momento ho ripartizionato il mac correttamente e sto installando feisty. A sto punto credo che lo stesso mestiere sul fisso lo rimanderò a più avanti visto che oggi pomeriggio volevo programmare ma non credo farò in tempo.

Peraltro oggi ho trovato sul forum di Ubuntu un interessante post di un tizio che spiega come sistemare tutte le cose per bene con Ubuntu sul Mac. Già le guide ufficiali sono molto di aiuto ma quel post è decisamente più completo e soprattutto aggiornato a Feisty con cui ci sono molte meno cose da fare e molte più cose funzionano.