Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

Archivi Mensili: settembre 2007

Nuova era?

Un decennio è passato.
Forse, ma forse, per qualcuno, o qualcosa, è tempo di pensione 🙂

http://therightway.ning.com/

Di sicuro è a inviti, l’ho messa privata, vedete se è possibile chiedere l’autorizzazione o devo fare tutto a mano, nel caso mettete qua sotto una email valida.

Sostanzialmente è un Social Network custom, in cui tutte le funzionalità tipiche del web attuale diventano commodities. Insomma, un fatto moderno e uno dei più avanti soprattutto perchè rispetto ad altri sistemi tipo Facebook o MySpaces è aperto, nel senso che i vari network comunicano tra loro pur essendo anche entità indipendenti, mentre gli altri sono degli scatoloni chiusi, e non ci piace mai 🙂

A margine:
http://blog.broadbandmechanics.com/2007/07/open-letter-to-marc-andressen-gina-bianchini-and-diego-doval

chi scrive è il tizio che fondò Macromedia, una “lettera” aperta ai tre tizi che portano avanti ning.
il primo tizio dei tre, tanto per dirne una, è Marc Andressen
Si riferisce ai recenti finanziamenti che ha ottenuto ning, tipo 44M$, e gli ROTFL suggerisce come impiegarli.

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E adesso? Il prossimo passo?

Sulla Repubblica di oggi, quella di carta, leggo stupore per le trecentomila firme raccolte nel V-Day. Stupore perchè il fantomatico popolo della rete si è manifestato in carne ed ossa. Nessuno di credeva, o perlomeno nessuno credeva a queste proporzioni che invece a me sembrano persino modeste rapportato a quello che credo sia la reale portata.
Se vogliamo parlare di meri numeri probabilmente sono anche in difetto, sicuramente tanti non hanno firmato per un motivo o per l’altro, ad esempio io e un’amica siamo arrivati al banchetto in Cairoli verso le sei ed erano finiti i Moduli. Il ragazzo ha detto che ne avevano ventimila ed erano finiti da un pezzo. Ma ventimila solo lì? O in tutta Milano? In ogni caso, erano esauriti.

La prima cosa che ho pensato leggendo quello stupore è stata “then they laugh at you”.

Di certo non sto molto a interessarmi di questo genere di attualità: conosco il movimento di Grillo e anche altri più piccoli come quello di Capezzone o altri ancora privi di una personalità di spicco, però non so quanto la massa o i media tradizionali siano consi o comunque interessati o preoccupati di queste realtà. Poco è sicuro, ma quanto poco non è chiaro.

Bè mi sono reso conto che se ci si stupisce per trecentomila firme, allora eravamo nettamente nella fase “first, they ignore you”. Incidentalmente in seconda pagina una foto ritrae il primo piano di uno striscione: “Ignorateci adesso”.

Il movimento di Grillo ha dunque scollinato, è andato oltre la fase in cui viene sostanzialmente ignorato. Inizierà quella in cui viene deriso? Forse, naturalmente la distinzione non è così rigida, penso che i primi focolai di battaglia reale inizieranno ad accendersi ben presto.

Michele Serra ammette di essere uno di quelli che (ancora) dubitano della “forza politica e culturale” di Internet, e che ora dovrà rifare i suoi conti.
Benvenuto, mi viene da dire, e se è certamente inutile pretendere di più, più proficuo è ascoltare quanto scrive dopo: “Una proposta di legge non è una pasquinata […] è un passo avanti verso l’agorà, una pubblica assunzione di responsabilità. Qui si misureranno il peso e il calibro di Grillo e del grillismo da un lato, e del ‘popolo dei blog’ dall’altro.”

Già. Urlare contro chi non fa è una cosa. Sollevare motivazioni, conti, analisi precise è già un’altro e fin qui ci si è già. La domanda è quale nuovo modello si ha in testa di proporre. Perchè quello che serve non è solo la denuncia, per quanto giustificata e ragionevole bensì la proposta alternativa.
Questa proposta alternativa ho l’impressione che sia più nascosta, messa meno in evidenza dalle sfuriate di Grillo. Non che non ci sia ma sicuramente ciò che emerge principalmente è la condanna, l’alternativa traspare parecchio di meno.

Ben inteso, non voglio affermare che non ci sia “iniziativa proattiva” nel movimento di Grillo. Tante sono state le azioni mirate che ha messo in moto. Ma qui stiamo parlando di qualcosa di diverso.
Se è vero quel che dice Serra, cioè che per sostituire la Politica serve altra Politica, il punto è quale genere di politica.
Benissimo, non quella dei partiti, non quella attuale per la maggior parte dei suoi aspetti. Aspettiamo di vedere cosa emergerà, se qualcosa emergerà.

Che non sia presa questa come una critica o una sorta di sfida dettata dalla mancanza di fiducia. La mia è una sincera curiosità, piena di aspettative, oltre che un modo per focalizzare l’attenzione sul passaggio che ha simbolicamente segnato quest’otto settembre. Ora che il movimento non sarà più ignorato, e non mi riferisco in senso stretto al movimento di Grillo, arriverà ben presto il momento in cui servirà iniziare a costruire un po’ più che una proposta di legge e lì si vedrà come si potranno coordinare le energie che indubbiamente sono presenti dietro a tutto questo.

Sicuramente non è importante che non siano trasparse, queste idee, sin’ora, altri aspetti erano più importanti. Però è ora che si cominci a far capire “dove si vuole andare” e non solo “cosa si vuole cancellare”. Se chi cavalca l’onda di questo malcontento vuole avere qualche speranza di vincere, è bene per lui che un bel po’ di idee a riguardo le abbia.

Dalla necessità all’idea

Serve la iStokke.

Una cazzo di sedia figa e comoda e performante.
Una sedia da scrivania, per lavorarci e starci le ore, che sia confortevole ed ergonomica, ma che sia piccola, non ingombrante come una Stokke, che stia bene in un soggiorno moderno, attrezzato di tutto quello che il iGiovane può desiderare: spina della birra, cantinetta del vino, svariati aggeggi Apple, un paio di access point wireless (uno per la fonera), un servizio da wihskey, un monitor elegante che mostra un sito web pieno di effetti alla moda, le tette
della tizia che sta passando sotto casa appoggiate sopra al divano.

La iStokke si integra con iTouch e con i Mac, va in modalità reclinabile quando il Mac va in risparmio energetico, e viceversa.
Niente rotelle, non serve e fa troppo ufficio.
Il iGiovane non si muove da un posto all’altro in una sorta di vita che definisce dinamica ma che è in realtà solo frenetica e disordinata: l’iGiovane è fermo, sereno e concentrato davanti alla sua macchina da 3K e non deve muoversi di lato o indietro per produrre più di quello che sta già facendo, che è già il massimo possibile, ogni perturbazione sarebbe solo una inutile scocciatura.

Ora contatto un designer.
Aggiornamenti a venire.

Copyright Daniele Dellafiore 2007.
Il contenuto di questo messaggio è protetto da licenza Creative Commons 3.0
http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/

Lo sfruttamente commerciale, in qualsivoglia forma, delle idee espresse o in questa conversazione usenet o di derivati delle stesse idee, potrà avvenire solo in conseguenza a una esplicita autorizzazione dell’autore.

Dalla necessità all’idea

Serve la iStokke.

Una cazzo di sedia figa e comoda e performante.
Una sedia da scrivania, per lavorarci e starci le ore, che sia confortevole ed ergonomica, ma che sia piccola, non ingombrante come una Stokke, che stia bene in un soggiorno moderno, attrezzato di tutto quello che il iGiovane può desiderare: spina della birra, cantinetta del vino, svariati aggeggi Apple, un paio di access point wireless (uno per la fonera), un servizio da wihskey, un monitor elegante che mostra un sito web pieno di effetti alla moda, le tette
della tizia che sta passando sotto casa appoggiate sopra al divano.

La iStokke si integra con iTouch e con i Mac, va in modalità reclinabile quando il Mac va in risparmio energetico, e viceversa.
Niente rotelle, non serve e fa troppo ufficio.
Il iGiovane non si muove da un posto all’altro in una sorta di vita che definisce dinamica ma che è in realtà solo frenetica e disordinata: l’iGiovane è fermo, sereno e concentrato davanti alla sua macchina da 3K e non deve muoversi di lato o indietro per produrre più di quello che sta già facendo, che è già il massimo possibile, ogni perturbazione sarebbe solo una inutile scocciatura.

Ora contatto un designer.
Aggiornamenti a venire.

Copyright Daniele Dellafiore 2007.
Il contenuto di questo messaggio è protetto da licenza Creative Commons 3.0
http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/

Lo sfruttamente commerciale, in qualsivoglia forma, delle idee espresse o in questa conversazione usenet o di derivati delle stesse idee, potrà avvenire solo in conseguenza a una esplicita autorizzazione dell’autore.

E poi ti fanno tenerezza

Nemmeno pietà, che sarebbe il giusto sentimento. Tenerezza.

A ballot on whether to publish the draft [Microsoft] standard Information technology – Office Open XML file formats, as an International Standard by ISO has not achieved the required number of votes for approval.

http://www.iso.org/iso/pressrelease.htm?refid=Ref1070

Sembrano un po’ un vecchietto piegato e raggrinzito, che borbotta un po’ ma oramai non riesce nemmeno più a lamentarsi bene.

Che ci vuoi fare, buttati giù dal carretto che va avanti, quando hanno tentato di salirci. Insomma, non li hanno invitati alla festa delle medie, ci sono voluti venire lo stesso ed eccoli infine lì, in un angolo a mangiare avanzi di fonzie e a buttare giù amarissime aranciate.

Destino crudele. O forse cattivi quelli della ISO, dopo tutto cosa aveva il loro standardino che non andava bene? Chissà come sono crucciati adesso.

E va bè. Intanto ieri AMD ha annunciato nuovi driver per Linux che porteranno anche le schede ATI a essere supportate completamente in meno di due mesi. Oltre a questo, la attesa apertura al mondo Open Source sembra prossima anche da parte di AMD/Ati. Aspettiamo solo nVidia che, siamo certi, ora non tarderà molto a unirsi al festino. Dopo tutto potrebbero ancora trovare qualcosa…