Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

E adesso? Il prossimo passo?

Sulla Repubblica di oggi, quella di carta, leggo stupore per le trecentomila firme raccolte nel V-Day. Stupore perchè il fantomatico popolo della rete si è manifestato in carne ed ossa. Nessuno di credeva, o perlomeno nessuno credeva a queste proporzioni che invece a me sembrano persino modeste rapportato a quello che credo sia la reale portata.
Se vogliamo parlare di meri numeri probabilmente sono anche in difetto, sicuramente tanti non hanno firmato per un motivo o per l’altro, ad esempio io e un’amica siamo arrivati al banchetto in Cairoli verso le sei ed erano finiti i Moduli. Il ragazzo ha detto che ne avevano ventimila ed erano finiti da un pezzo. Ma ventimila solo lì? O in tutta Milano? In ogni caso, erano esauriti.

La prima cosa che ho pensato leggendo quello stupore è stata “then they laugh at you”.

Di certo non sto molto a interessarmi di questo genere di attualità: conosco il movimento di Grillo e anche altri più piccoli come quello di Capezzone o altri ancora privi di una personalità di spicco, però non so quanto la massa o i media tradizionali siano consi o comunque interessati o preoccupati di queste realtà. Poco è sicuro, ma quanto poco non è chiaro.

Bè mi sono reso conto che se ci si stupisce per trecentomila firme, allora eravamo nettamente nella fase “first, they ignore you”. Incidentalmente in seconda pagina una foto ritrae il primo piano di uno striscione: “Ignorateci adesso”.

Il movimento di Grillo ha dunque scollinato, è andato oltre la fase in cui viene sostanzialmente ignorato. Inizierà quella in cui viene deriso? Forse, naturalmente la distinzione non è così rigida, penso che i primi focolai di battaglia reale inizieranno ad accendersi ben presto.

Michele Serra ammette di essere uno di quelli che (ancora) dubitano della “forza politica e culturale” di Internet, e che ora dovrà rifare i suoi conti.
Benvenuto, mi viene da dire, e se è certamente inutile pretendere di più, più proficuo è ascoltare quanto scrive dopo: “Una proposta di legge non è una pasquinata […] è un passo avanti verso l’agorà, una pubblica assunzione di responsabilità. Qui si misureranno il peso e il calibro di Grillo e del grillismo da un lato, e del ‘popolo dei blog’ dall’altro.”

Già. Urlare contro chi non fa è una cosa. Sollevare motivazioni, conti, analisi precise è già un’altro e fin qui ci si è già. La domanda è quale nuovo modello si ha in testa di proporre. Perchè quello che serve non è solo la denuncia, per quanto giustificata e ragionevole bensì la proposta alternativa.
Questa proposta alternativa ho l’impressione che sia più nascosta, messa meno in evidenza dalle sfuriate di Grillo. Non che non ci sia ma sicuramente ciò che emerge principalmente è la condanna, l’alternativa traspare parecchio di meno.

Ben inteso, non voglio affermare che non ci sia “iniziativa proattiva” nel movimento di Grillo. Tante sono state le azioni mirate che ha messo in moto. Ma qui stiamo parlando di qualcosa di diverso.
Se è vero quel che dice Serra, cioè che per sostituire la Politica serve altra Politica, il punto è quale genere di politica.
Benissimo, non quella dei partiti, non quella attuale per la maggior parte dei suoi aspetti. Aspettiamo di vedere cosa emergerà, se qualcosa emergerà.

Che non sia presa questa come una critica o una sorta di sfida dettata dalla mancanza di fiducia. La mia è una sincera curiosità, piena di aspettative, oltre che un modo per focalizzare l’attenzione sul passaggio che ha simbolicamente segnato quest’otto settembre. Ora che il movimento non sarà più ignorato, e non mi riferisco in senso stretto al movimento di Grillo, arriverà ben presto il momento in cui servirà iniziare a costruire un po’ più che una proposta di legge e lì si vedrà come si potranno coordinare le energie che indubbiamente sono presenti dietro a tutto questo.

Sicuramente non è importante che non siano trasparse, queste idee, sin’ora, altri aspetti erano più importanti. Però è ora che si cominci a far capire “dove si vuole andare” e non solo “cosa si vuole cancellare”. Se chi cavalca l’onda di questo malcontento vuole avere qualche speranza di vincere, è bene per lui che un bel po’ di idee a riguardo le abbia.

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