Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

Archivi Mensili: gennaio 2008

The Sign

Er panza ha sfornato un nuovo singolo, l’album è atteso per marzo e il 2008 è quindi tutto in discesa.

Morning after Midnight si può ascoltare su myspace, comprare da iTunes US (se si possiede una carta US) o cercare su google per scaricarlo in attesa dell’uscita europea dell’album. Questa è onestà.

Quello che non è onesto è che lo schifoso bipede di Central Park South ha messo insieme altri 131 secondi di suoni  ad alto tasso di assuefazione e dipendenza, permettendosi livelli di sfacciataggine sino a ora sconosciuti persino alla sua sgradevole persona. Non riesco a ribellarmi all’istinto omicida nei suoi confronti che mi sale dal profondo ogni volta che attacca l’interludio centrale del brano. Vogliamo parlare della quantità di schiaffi che gli tirerei ogni volta che sento “cha cha cha”? Ridendo di gusto, ritmicamente? Lasciamo stare.

Morning after midnight è il segno che serviva per superare l’inverno,  un pezzo che il nostro cercava di creare da almeno 3 anni e finalmente gli è riuscito. Il detestabile ha riempito con il sax che già avevamo avuto il piacere di ascoltare durante l’ultimo tour con band al seguito, ha osato nella ripetitività e brevità oltre il consentito e ha ancora una volta preso per il culo tutti e cha cha cha. Ogni volta che sento quel “eeeeeeeeehhhhhhyyyyyyyyyyyy” in cui sia la E che la I sono incredibilmente e intollerabilmente tirate lunghe, contemporaneamente… ogni volta lo abbraccerei piangendo chiedendogli come fa, poi lo strangolerei.

Quello che è certo è che ora so cosa fare: devo scrivere un testo dal titolo: “tre motivi per cui Adam Green è un bastardo”. So come farlo, adesso.

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Yawn

Come è noto il nemico n. 1 dei giovani è il governo, alleato coi matusa per impedire ai giovani di essere tali. I pochi giovani che osano opporsi al governo fanno una brutta fine: vengono ibernati fino alla maggiore età dopodiché disibernati ma allora è troppo tardi: infatti a quel punto non sono più giovani. Ma un bel giorno i giovani vengono vendicati da un nuovo supereroe – Supergiovane – che dà la caccia al governo con armi progettate da un pool di tecnici balistici giovani (miccette, raudi, bombette puzzolenti, gavettoni, jaguarmatic, sbiancate, l’allegro chirurgo, il piccolo chimico etc.) fino ad affrontarlo nello scontro finale. Ci sono però anche le armi incruente (si tratta comunque di armi giovani) che sono la sua vera forza: la simpatia, l’umorismo, la gioia di vivere e l’argento vivo addosso. Un’arma terribile, usata solo quando non se ne può fare a meno, è “Figlio di puttana”: se pronunciata all’indirizzo del governo, lo fa piangere (a volte il governo cerca di difendersi con “Lascia stare mia madre”, ma non funziona). La sua tattica mimetica consiste nel nascondersi sotto il tavolo del governo e coprirsi gli occhi (a volte con la frangia di capelli ossigenati). Il governo – generalmente – cerca di fermarlo scatenandogli contro un’avanguardia di matusa rimproveratori e di secchioni. L’unica sostanza pericolosa per SG è la minestra, che il governo riesce a propinargli attraverso una mamma al soldo dei matusa ma infiltrata nell’entourage di SG. Il veicolo di SG è un motorino elaborato Pinasco con marmitta a espansione, cilindrata non dichiarata, stereo, cartolina tenuta con la molletta fra i raggi per fare crrr, ma privo della ruota davanti (la quale costituisce un peso inutile dato che SG è in impennata perenne). Una stecca di malboro sotto la manica della maglietta a maniche corte arrotolate costituisce un ulteriore elemento distintivo e intimidatorio.

 http://www.elioelestorietese.it/?page=disco/brano&id_brano=92

Il Papa e i Media

Cristo, nonostante tutto riesco ancora a restare esterrefatto di fronte alla vuotezza di certi discorsi. Il Papa parla e affronta la scottante e attualissima tematica del potere dei media e dell’influenza che hanno sulla vita quotidiana. Breaking News! Quante novità in un solo discorso. I notizianti, là fuori, riportano tutti lo stesso trafiletto e leggendo il testo completo la situazione è realmente agghiacciante. La versione in pillole riportata un po’ ovunque è quel genere di pillola che va bene per tutti. “Bisogna stare attenti che i cattivi non facciano cose cattive con delle cose che magari sono anche buone, ma se le usano i cattivi diventano cattive. Modelli distorti.”. E’ vero, spesso i media parlano di preti che violentano bambini ma non sempre i modelli sono così distorti dai.

La cosa che mi lascia più basito è che la denuncia che Benedetto fa, oltre a sembrare un discorso di circostanza pieno di luoghi comuni stra noti, non finisce per dire nulla di nulla. Il pubblico viene messo in guardia da un rischio che sta correndo e non è più possibile evitare di affrontare, borbotta qualche frase di approvazione e alla fine applaude. Poi alla fine ci pensa e dice: “sì ok, magari c’erano anche delle cose vere, ma adesso?”. Il nulla. Benedetto saluta i suoi fedeli senza dar loro uno straccio di indicazione, una via da seguire per individuare il problema nel concreto, per poterlo risolvere. Non una frase. Non un segnale. Non un indizio. Il popolo è lasciato così, con un messaggio di un “grande problema da risolvere” senza però che il vate si pronunci in merito.

Tutto quello che riesce a dire in proposito è:

“questa un’occasione preziosa per ridisegnarlo [il volto della comunicazione], per rendere meglio visibili, come ebbe a dire il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, i lineamenti essenziali e irrinunciabili della verità sulla persona umana”.

Ok, quindi capiamo che, e in realtà ce lo disse il buon vecchio (venerato) JP2, l’idea è cercare i lineamenti della verità sulla persona umana. La Verità quindi. Bene, in che direzione?

“La verità che ci rende liberi è Cristo, perché solo Lui può rispondere pienamente alla sete di vita e di amore che è nel cuore dell’uomo.”

Esticazzi.

Sweet baby Jesus, Hank is going to Hell

Appena terminate due importanti scadenze lavorative, cosa meglio di scrivere riguardo del puro intrattenimento?

Lo scorso anno ho guardato Lost, probabilmente la prima serie TV moderna che ho visto dai tempi di Friends. Non sono un gran divoratore di questo genere di prodotti, ma Lost mi è piaciuto. Però insomma, Lost lo conoscono tutti. Al contrario a dicembre un amico mi ha proposto una serie nuova, ancora non distribuita in Italia: Californication. Di questa voglio parlare.

 Hank Moody sta vivendo un periodo cupo della sua vita: famoso scrittore di successo con due donne (compagna e figlia) nella sua vita, si ritrova in piena crisi esistenziale, lasciato dalla donna e in crisi creativa da cinque anni. Californication affronta coi toni spesso allegri e scanzonati il periodaccio di Hank, che muta dal classico scrittore egocentrico di fama all’ancor più classico fallito scrittore alcolizzato donnaiolo senza più obiettivi. Il fatto è che il risultato è totalmente azzeccato: il personaggio di Hank risulta vincente,  arrivato a 47 anni senza aver mai messo realmente ordine nella vita è comunque dotato di valori importanti e apprezzabili, pronto a tutto per la propria adorata figlia ma sempre in qualche casino per via di qualche donna portata a casa magari troppo frettolosamente. E’ simpatico, nel senso più puro del termine.

Ma insomma perchè annoiarvi ancora, se sapessi scrivere di cinema e serie TV terrei un blog su quello come il mio amico giopep, invece parlo di altro e lascerò che l’inizio dell’episodio pilota, gentilmente fornito da Youtube, parli per me.

Un solo commento finale: vale la pena, non è maschilista, non è inutilmente cinico, è leggero ma coinvolgente e non banale. Dissacrante? Sarebbe banale dirlo.

PS: fantastico vedere come Fox Mulder si sia trasformato da sfigato nerd trentenne fissato con gli ufo a uno spavaldo e brillante sciupafemmine  di 47 anni. La vita dietro la camera da presa è meravigliosa 🙂

Mozilla Weave: il proprio profilo sempre online

La più gustosa recente novità dal mondo Mozilla è un software sperimentale che esce dai Mozilla Labs e si chiama Weave. Mozilla Weave si propone come la soluzione “ufficiale” alla questione “non perdere i dati del proprio profilo utente e non fare fatica a recuperarli dopo un qualche casino sulla macchina”. Ebbene sì, Weave permette di sincronizzare i propri dati su un server remoto, proprio come faceva per Firefox 2 Google Browser Sync. Attualmente in sviluppo e disponibile solo per Firefox 3, non permette ancora di sincronizzare tutto, si limita alla History e ai Bookmark ma il resto arriverà.

E’ un po’ che non parlo più di Firefox e del suo cammino, nonostante sia stato uno dei parti che più da vicino ho seguito, a partire da Mozilla 1.0 nel giugno 2002 fino al rilascio di Firefox 1.0 nel novembre 2004. Il fatto è che oramai è dato per assodato che si usa Firefox, tutti i miei amici usano Firefox e ho fatto il mio lavoro di pusher a sufficienza. Attualmente la nuova versione di Firefox è in beta, si può provare e al solito presenta qualche novità combinata a un consolidamento e affinamento di quanto esiste.

Tornando a Weave, mi interessa affrontare l’argomento riguardante la sicurezza dei dati, la privacy e discorsi simili. Molti di fronte a possibilità come quella offerta da questo nuovo add on per Firefox  storcono il naso, non fidandosi di mandare in giro per la rete i prorpi dati, le password di accesso ai servizi e quant’altro. Al contrario io sono più che favorevole a sistemi tipo Weave anzi, non vedo l’ora che la maggior parte di quel genere di dati possa stare su un server remoto, anche quelli del mio profilo del sistema operativo, ad esempio. Evito anche io di mettere alcuni dati molto sensibili, come password del conto corrente nè magari quella di un altro paio di servizi in cui si muove denaro ma per il resto non mi faccio troppi problemi.

Al di là appunto di pochissimi come quelli citati, il resto delle informationi sono a disposizione di chiunque sempre, inutile farsi troppi problemi riguardo alla privacy. Abbiamo una carta di identità, lasciamo segni del nostro passaggio ovunque, paghiamo con la carta di credito e il bancomat ogni giorno. Dovrei preoccuparmi del fatto che Mozilla tenga la mia password di Flickr? In che modo poi sarebbe più sicura sul mio computer piuttosto che sul server Mozilla? Episodi spiacevoli possono capitare comunque, a prescindere dalla “sicurezza” che i sistemi ci garantiscono. Nel momento in cui si accetta questo rischio, credo che avere le password solo in locale o anche su qualche servizio remoto non presenti differenze da questo punto di vista.

Al contrario, offre molti vantaggi in termini di comodità. Ringrazio quindi personalmente Mozilla e chi si prodiga a offrirmi questo servizio.

MacWorld 2008: sfila il MacBook Air. Intorno, il nulla.

Il CES è stata un po’ una delusione ed ero convinto anche che da solo il MacWorld avrebbe fatto molto più rumore. Questo è stato vero in un certo senso, durante lo Speech di Steve Jobs è persino venuto giù Twitter.

A parte questo però non è che nemmeno al MacWorld si siano visti grandi annunci. Forse la cosa che fa più notizia in queste ore è proprio la mancanza di carne al fuoco di un certo spessore.  A parte naturalmente il MacBook Air che suscita scalpore, emozione, ammirazione o disprezzo a seconda di come viene visto.

La mia opinione è che va valutato in termini di “sto creando una tendenza, sto segnando una strada” cosa che nessuno meglio di Apple, in questo campo, può permettersi (e riuscire) di fare oggi.

Parliamoci chiaro: 3000 dollari per una macchina che non può essere usata realmente per lavoro, che è così più avanti del mondo reale senza la presa ethernet e senza il lettore ottico… sono tantissimi.  A molti certamente questo genere di limitazione non può andare giù. Già ma il punto è che non è i “molti” cui si rivolge Air oggi, gennaio 2008, bensì pochi. Pochissimi privati che possono spendere in leggerezza quei soldi (che si disinteressano totalmente della reale utilità dell’oggetto.

Soprattutto però l’oggetto si rivolge al mercato in generale e a quei pochi che sanno interpretare i trend. Il MacBook Air è lì per dire: “ok, è il 2008, vediamo di capire che dobbiamo smetterla con i lettori ottici, sono una tecnologia superata e insopportabile, BASTA! Basta con i dischi magnetici, vogliamo i dischi a stato solido e chi se ne frega se 64 mega sono pochi tanto chi ancora tiene i propri dati pesanti sul portatile? Disco esterno, storage in rete, avanti siamo realistici e poi BASTA FILI, non ne vogliamo più sapere”.

Questo è quello che il mercato o meglio quella fetta di utenti sempre desiderosi di avere gadget e strumenti più all’avanguatrdia stanno chiedendo a gran voce. Per fortuna Apple segna la strada, tira una riga con il passato e fa sì che tutti gli altri debbano per forza di cose stare al passo.

Probabilmente nei prossimi mesi vedremo uscire delle versioni meno estreme e più adatte alla realtà del 2008 ma indubbiamente questo darà uno scossone facendo capire agli altri quanto sono “indietro”. Almeno io lo spero, è così desolante guardare quanto sono orribili e vecchi i portatili che si trovano in giro…

Per il resto, calma piatta. Nessuna novità sui MacBook Pro e pazienza. Qualcosina sul versante iPhone e iTouch ma in quel settore le novità più interessanti vengono dai software sviluppati dalle famose “terze parti” o da componenti aggiuntivi (microfono e GPS) sempre sviluppate da azienda. Parlerò di questo nei prossimi giorni quando avrò la possibilità di colladare di persona qualche applicazione.

Insomma, poco di nuovo, considerato poi che nè la Apple TV nè tantomeno l’ennesimo super proprietario sistema di distribuzione contenuti cinematografici può nemmeno lontanamente incuriosirmi, ecco che la cosa più bella trovata in giro diventa la riduzione a 60 secondi dello speech di 90 minuti di Steve Jobs.

Si dia inizio alle danze

Assistenza clienti in diretta!

Bene, studiamo in diretta un caso reale di Assistenza Clienti in atto dove il cliente è uno qualsiasi con la sola differenza di essere intestatario di Partita IVA.

Il nostro acquista un monitor BenQ G2400WA presso Pixmania Pro. Lo fa dopo aver verificato vari aspetti, anche e soprattutto sul sito ufficiale del produttore, in cui viene riportato che il monitor ha tre ingressi video: D-Sub / DVI-D / HDMI.

Il monitor arriva nei tempi previsti ma ecco che ci accorgiamo che ha solamente un ingresso, D-Sub. Qualcosa non torna. Rapidamente noto sul sito di Pixmania che la cosa è corretta: il GW2400WA ha solo un ingresso mentre è il GW2400W ad averne tre. Il monitor riporta sul retro, correttamente GW2400WA.

Per farla breve: pixmania non ha colpe, le informazioni riportate sono corrette. Ad essere errate sono quelle sul sito BenQ. Il nostro ha sbagliato, non verificando sull sito del venditore le informazioni riportate dal produttore. Una leggerezza ma ci sentiamo di dire tollerabile visto che non l’informazione non era stata presa su un qualche forum a caso.

Vedremo ora come Venditore e Produttore si comporteranno con Cliente. Aggiornamenti costanti su Customer Care Live!

Gadget e novità geek (chic?)

Il CES di Las Vegas esiste da “sempre”, probabilmente l’evento legato all’elettronica di consumo (gesù che espressione…) più importante anche se sono quasi pronto a scommettere che il MacWorld di settimana prossima, a San Francisco, da solo farà almeno altrettanto rumore.

In attesa dei nuovi MacBook e di qualche novità in campo iPod e compagnia, mi sono goduto (via web) quello che ha presentato il CES molto distrattamente. Devo dire che è davvero quello che ha attirato la mia attenzione.

La cosa più bella che ho visto sono indubbiamente i gli schermi. Un meraviglioso monitor curvo della Nec e soprattutto gli schermi OLED. Lasciamo stare cosa siano e perchè, la sostanza è che sono più piatti dei monitor LCD attuali (cioè degli schermi piatti), oltre che sicuramente con definizioni e contrasti superiori e bla bla bla. Basterà questa foto di un TV sony per dare un’idea. Entreranno in commercio quest’anno ma a prezzi proibitivi, quindi in realtà non è che interessino davvero tanto.

Oltre a questo davvero poco o niente… Se a tenere banco sono cose come il telecomando per il vero uomo e un sacco di interviste a Bill Gates che tiene la sua ultima conferenza  in cui parla “onestamente” di Windows e confronta Microsoft con Apple, (yaaawwnnn), insomma, non è che si possa proprio parlare di “fiera interessante”.

Per chiudere cito un paio di cose che hanno colpito la mia attenzione senza però destare poi un grande interesse: i nuovi ed esteticamente piacevoli router di Linksys, e la sconcertante presentazione della tastiera con il layout modificabile: a parte che costa 1500 dollari (millecinquecento), oltre tutto a vederla in foto fa pure esteticamente ribrezzo.

Noia. Vedremo al MacWorld che succederà.

Trasferimento completato

Da oggi questo blog è trasferito definitivamente all’indirizzo: http://blog.ildella.net

Il feed è invece sempre il medesimo: http://feeds.feedburner.com/IlBlogDelDella

Grazie di cuore alla community di wordpress.com per l’aiuto e in generale ad Automattic per il fantastico strumento che è WordPress, open source e gratuito.

Il nuovo Blog usa ancora WordPress, naturalmente.