Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

Informazione e Superstizione

Dopo aver dormito quattro ore oggi pomeriggio, sono uscito per andare dai miei ad aiutare mio padre nel trasferire cose dal pc al mac e a vedere la partita. Sono uscito quando e’ iniziato il temporale. Un temporale di proporzioni direi importanti. Naturalmente ero in auto nel mezzo di una bufera di rara intensita’ qui da noi. Poche macchine giravano, alcuni hanno mollato l’auto al  bordo strada. La cosa interessante era vedere come ogni tanto anche quelli che andavano avevano il momento di panico, e rallentavano, si fermavano quasi. La loro perdita di sicurezza, improvvisa a volte, era la cosa piu’ rischiosa di tutte.

La situazione era effettivamente molto al limite, visibilita’ inesistente, era quindi comprensibile la paura di chi si fermava. Ora, al di la’ del fatto che la loro insicurezza aumentava la mia sicurezza, faccenda curiosa che approfondiro’, mi sono trovato a pensare che probabilmente non era solo la situazione effettivamente pericolosa a farli fermare, quanto piu’ che altro un pensiero del tipo: e’ proprio in queste situazioni che ci sono gli incidenti.

La cosa forse e’ vera ma, appunto, forse. Io non lo so se e’ piu’ probabile fare un incidente, girando per la citta’, durante un nubifragio o durante la normale circolazione serale. Non lo so e quindi non mi ponevo il problema, stavo concentrato sulla guida con ovviamente un livello di attenzione e prudenza superiore alla media.

Probabilmente l’aneddoto non e’ dei piu’ adatti per introdurre il discorso, a ogni modo mi si e’ chiarito ancora di piu’ quanto la mancanza di conoscenza dia origine a deduzioni fallaci e che l’eccesso di informazione causi spesso una gigantesca mancanza di conoscenza.

E’ qualche anno che ho smesso del tutto di leggere giornali e compagnia. Non e’ solo perche’ considero infimo il livello del “giornalismo” italiano. E’ anche per questo motivo: sapere le cose a meta’ e’ peggio di non saperle affatto.

L’informazione e’ spesso spiccia, per sua stessa natura: serve molto sforzo per trasformarla in conoscenza. Serve avere molta informazione, correlata, serve avere la competenza necessaria e la voglia per trasformarla in qualcosa che si puo’ usare per prendere decisioni. Per trasformarla in conoscenza appunto.

La semplice informazione che tutti riceviamo ogni giorno e’ parziale e non avendo motivazioni o tempo per approfondire, ci rende in realta’ meno capaci di capire quello che ci circonda e di comportarci di conseguenza. Ci rende, anzi, piu’ simili a dei superstiziosi. Sentiamo qualche notizia e su quella semplice e singola combinazione di causa effetto basiamo la nostra conoscenza, prendiamo delle decisioni, piccole o grandi che siano.

E’ faticoso essere informati nel senso positivo del termine, serve avere un panorama completo e questo richiede molta fatica. In maniera in parte istintiva e in parte ragionata, per proteggermi dall’effetto superstizione ho chiuso i canali di ingresso nei confronti di tutto quelle fonti di notizie che so benissimo non approfondiro’. A volte si ha sufficiente maestria da saper legare assieme piccoli elementi di informazione e poterne ricavare conoscenza vera. Ma quanti sono i campi in cui si puo’ dire di avere tale maestria? Quante sono le persone che possono davvero fare questo?

Se non si e’ in quelle condizioni, forse meglio evitare del tutto di ricevere input che istintivamente si trasformano in una credenza, una superstizione. Si forma nella nostra testa un’idea sbagliata e su quella poi ci si basa e difficilmente trarremo comportamenti utili partendo da simili condizioni.

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