Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

rant.ildella.net

Saltiamo i preliminari: non tutto ruota attorno al web ma il web e’ centrale, uno dei pochi settori che tiene oggi e punto cardine di un nuovo modo di fruire di servizi, condividere notizie e conoscenza, contatti. Tutto.  Su questo c’e’ poco da discutere e non inizio nemmeno a farlo.

Il punto in questione e’ che tanti, troppi si rifiutano di capire, di accettare e la cosa e’ per loro un danno. Il fatto che sia un danno per qualcun altro potrebbe lasciarmi del tutto indifferente, capiamoci. Quale e’ quindi la questione?

La questione e’ che diventa un danno anche per me che vivo in Italia e, per lo meno adesso, ho intenzione di passarci ancora del tempo qui. E’ un danno perche’ mi rendo drammaticamente conto di quanti trentenni attorno a me siano gia’ terribilmente incapaci di stare al passo con i tempi, magari gli stessi che in prima fila accusavano la vecchiaia della generazione precedente.La cosa di riflesso finisce per arrivare pure addosso a me. Sinceramente, non mi va nemmeno un po’.

I nostri genitori non hanno mai avuto un computer a 20 anni e hanno, chi piu’ chi meno, imparato a usarlo. Qui tutti ne avevamo uno tra le mani e per tantissimi e’ successa una cosa: si e’ imparato a fare quelle quattro cose negli anni 90 e si continua a fare le stesse quattro cose ancora oggi  e, temo, cosi’ sara’ in futuro. Se siamo un paese in cui i tuoi venti anni sono ancora un’eta’ sbarazzina e giovane, non possiamo essere anche un paese dove a 31 sei gia’ incapace di innovare, o per lo meno seguire l’innovazione. Con che coraggio poi ci si sta a lamentare, al solito, di chi governa, di chi dirige?

La colpa dell’arretratezza e’ al primo posto nella testa di tutti quelli che hanno appeso le scarpe al chiodo a trent’anni. Non mi si venga a raccontare dello svantaggio, della crisi, del lavoro, bla bla bla. Stronzate. Io vedo con i miei occhio ogni giorno di piu’ quanto e’ frenata la testa, la fantasia, la voglia di nuovo di chi mi circonda salvo davvero poche eccezioni. Vedo, anzi, facilmente chi e’ contro o chi quasi e’ tronfio del proprio non capire un cazzo di quello che significa oggi il web e l’ecosistema economico e sociale che si plasma attorno al web.

Questo sfogo e’ un invito rivolto per lo meno ai miei amici, a chi conosco, a rimboccarsi le maniche e iniziare a guardare fuori, a non rifiutare le novita’, capirle, accettarle, interessarsi, ascoltare, leggere, parlare. Senza questa svolta non si va da nessuna parte se non al fallimento, in una delle sue diverse manifestazioni.

Io faro’ il mio, scrivero’ e daro’ indicazioni. Saro’ contento di aiutare, di informare, chiedete pure.

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