Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

Archivi Mensili: marzo 2009

7 cose che NON faro' nel 2009

La vita deve essere semplificata costantemente. Ogni giorno il quantitativo di “cose” da gestire cresce anche a prescindere dalla nostra volonta’. In piu’, a volte, noi stessi incrementiamo il numero con nuove idee, nuovi progetti, nuove passioni.

Quindi io tendo a semplificare, a non introdurre nel mio quotidiano ulteriori elementi di fastidio, confusione o semplice distrazione. E’ un compito arduo e non mi riesce ancora molto bene ma sto migliorando.

A inizio anno ho iniziato a scrivere delle cose che NON avrei fatto quest’anno, delle cose da cui mi sarei liberato in quanto fonte piu’ di perdita di tempo ed energie rispetto ai vantaggi o alla felicita’ che portano. Oppure semplicemente, eliminazione di cose fastidiose. Per chi ci fa caso, questo e’ il mio primo post digg-style, solo tre anni fuori moda.

1. Non compro piu’ aggeggi Apple

L’esperienza Air lo scorso anno non e’ fallita perche’ l’aggeggio non fosse un bel giocattolo, tutt’altro. Il punto e’ il sistema operativo e tutto il suo ambiente ad avermi profondamente deluso e ad essere troppo chiuso per certi versi e troppo limitato e indietro per altri. Chi ha provato ad abituarsi ad Ubuntu non potra’ tollerare cose come: “cerca sul web un codec per il tal filmato, scaricalo e fallo digerire ad iTunes”. Ahime’ pure l’ipod oouch che acquistai diventa un po’ castrato senza poterlo attaccare a un OSX e visto che OSX e’ indietro, pure il touch mi risulta poco utile. Quindi, eliminazione dell’interesse di quasi qualsiasi informazione a riguardo dalla mia giornata.

2. Non rinnovero’ l’abbonamento a sky o ad altra tv.

Devono solo morire tutti. Come corollario, spero di poter dire che nel 2010 buttero’ il telefono cellulare e con lui qualsiasi rapporto con TIM e compagnia. Questi ultimi dovranno morire il doppio (per una mera questione di anzianita’)

3. Non supporto piu’ Internet Explorer 6

Siete vecchi, estinguetevi, io non perdo piu’ nemmeno un minuto, nemmeno in discussioni.
4. Non passero’ il prossimo autunno-inverno a Milano
Ok, ok, qui ho barato. Questo e’ piu’ un “buon proposito” mascherato. Ma fa niente. Desidero svernare al caldo e soprattutto vivere per un poco fuori dalla mia citta’. Questo e’ l’inverno designato e le recenti peregrinazioni in medio oriente probabilmente mi faranno muovere verso est anche prima che il clima diventi troppo freddo.

5. Non cambio il portatile
Ne’ altri aggeggi simili. Evitare di pensarci o seguire andamento di mercato se non distrattamente. Sto benissimo cosi’. Il portatile ad esempio lo ho acquistato a febbraio 2008 e grazie al miglioramento del software (leggi, Ubuntu), ogni 6 mesi diventa piu’ veloce di un bel po’. Si’, grazie a Ubuntu ho un portatile che invecchia come il vino. Come corollario: spero di cambiarlo nel 2010 comprando un aggeggio simile che non pesi piu’ di 2.5 Kg e abbia un monitor da 15 pollici.

6. Non avro’ piu’ l’auto come unico mezzo di locomozione in citta’
In un gesto quasi impulsivo, a gennaio ho fatto l’abbonamento ATM che ho iniziato a caricare mensilmente a marzo. Ora viaggio con i mezzi e ho in programma di abbandonare l’auto del tutto. Non sta andando male, anzi. Serve un potenziamento notturno ma in caso di necessita’, esistono i Taxi. Elminazione gestione auto, problema multe/traffico/parcheggi/varie. Certo, ogni tanto c’e’ freddo ma… vai al punto 5.

7. Non rinnovero’ l’abbonamento in palestra
Non che non mi sia trovato bene o che non sia contento, tutt’altro. Un po’ per il fatto di voler andare via, un po’ perche’ sto lavorando per potermi allenare in ambiente domestico (qualche mini attrezzo e soprattutto sapere cosa fare). Questa sara’ dura da mantenere, in quanto tolgo una cosa buona e non so se riesco a rimpiazzarla a parita’ di vantaggi. Mi accontentero’ di un pareggio.

Aggiungo tre bonus : cosa continuo a non fare:

Non riempio la casa di oggetti
Mi piace la casa con poche cose. Ho svariate scatole da smaltire ancora: CD, vecchi ricordi, materiale elettronico sparso che puo’ tornare utile. Le smaltiro’ ma al di la’ del disordine che mi e’ proprio, si limita al minimo, *minimo* indispensabile l’ingresso di oggetti. Avere meno, goderselo di piu’ (e soprattutto meno cose da tenere in ordine). Serve continuare a buttare qualche cosa ogni volta che si compra qualcosa di nuovo. A volte, vedi ipod, le cose basta perderle.

Non cerco un impiego fisso
Meno che mai.

Non uso piu’ eMule
Torrent: software piu’ leggero. Basta col baraccone mulo. Comunque, una cosa sola e’ meglio che due che tanto non e’ che usi piu’ tanto nemmeno lui.

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7 cose che NON faro’ nel 2009

La vita deve essere semplificata costantemente. Ogni giorno il quantitativo di “cose” da gestire cresce anche a prescindere dalla nostra volonta’. In piu’, a volte, noi stessi incrementiamo il numero con nuove idee, nuovi progetti, nuove passioni.

Quindi io tendo a semplificare, a non introdurre nel mio quotidiano ulteriori elementi di fastidio, confusione o semplice distrazione. E’ un compito arduo e non mi riesce ancora molto bene ma sto migliorando.

A inizio anno ho iniziato a scrivere delle cose che NON avrei fatto quest’anno, delle cose da cui mi sarei liberato in quanto fonte piu’ di perdita di tempo ed energie rispetto ai vantaggi o alla felicita’ che portano. Oppure semplicemente, eliminazione di cose fastidiose. Per chi ci fa caso, questo e’ il mio primo post digg-style, solo tre anni fuori moda.

1. Non compro piu’ aggeggi Apple

L’esperienza Air lo scorso anno non e’ fallita perche’ l’aggeggio non fosse un bel giocattolo, tutt’altro. Il punto e’ il sistema operativo e tutto il suo ambiente ad avermi profondamente deluso e ad essere troppo chiuso per certi versi e troppo limitato e indietro per altri. Chi ha provato ad abituarsi ad Ubuntu non potra’ tollerare cose come: “cerca sul web un codec per il tal filmato, scaricalo e fallo digerire ad iTunes”. Ahime’ pure l’ipod oouch che acquistai diventa un po’ castrato senza poterlo attaccare a un OSX e visto che OSX e’ indietro, pure il touch mi risulta poco utile. Quindi, eliminazione dell’interesse di quasi qualsiasi informazione a riguardo dalla mia giornata.

2. Non rinnovero’ l’abbonamento a sky o ad altra tv.

Devono solo morire tutti. Come corollario, spero di poter dire che nel 2010 buttero’ il telefono cellulare e con lui qualsiasi rapporto con TIM e compagnia. Questi ultimi dovranno morire il doppio (per una mera questione di anzianita’)

3. Non supporto piu’ Internet Explorer 6

Siete vecchi, estinguetevi, io non perdo piu’ nemmeno un minuto, nemmeno in discussioni.
4. Non passero’ il prossimo autunno-inverno a Milano
Ok, ok, qui ho barato. Questo e’ piu’ un “buon proposito” mascherato. Ma fa niente. Desidero svernare al caldo e soprattutto vivere per un poco fuori dalla mia citta’. Questo e’ l’inverno designato e le recenti peregrinazioni in medio oriente probabilmente mi faranno muovere verso est anche prima che il clima diventi troppo freddo.

5. Non cambio il portatile
Ne’ altri aggeggi simili. Evitare di pensarci o seguire andamento di mercato se non distrattamente. Sto benissimo cosi’. Il portatile ad esempio lo ho acquistato a febbraio 2008 e grazie al miglioramento del software (leggi, Ubuntu), ogni 6 mesi diventa piu’ veloce di un bel po’. Si’, grazie a Ubuntu ho un portatile che invecchia come il vino. Come corollario: spero di cambiarlo nel 2010 comprando un aggeggio simile che non pesi piu’ di 2.5 Kg e abbia un monitor da 15 pollici.

6. Non avro’ piu’ l’auto come unico mezzo di locomozione in citta’
In un gesto quasi impulsivo, a gennaio ho fatto l’abbonamento ATM che ho iniziato a caricare mensilmente a marzo. Ora viaggio con i mezzi e ho in programma di abbandonare l’auto del tutto. Non sta andando male, anzi. Serve un potenziamento notturno ma in caso di necessita’, esistono i Taxi. Elminazione gestione auto, problema multe/traffico/parcheggi/varie. Certo, ogni tanto c’e’ freddo ma… vai al punto 5.

7. Non rinnovero’ l’abbonamento in palestra
Non che non mi sia trovato bene o che non sia contento, tutt’altro. Un po’ per il fatto di voler andare via, un po’ perche’ sto lavorando per potermi allenare in ambiente domestico (qualche mini attrezzo e soprattutto sapere cosa fare). Questa sara’ dura da mantenere, in quanto tolgo una cosa buona e non so se riesco a rimpiazzarla a parita’ di vantaggi. Mi accontentero’ di un pareggio.

Aggiungo tre bonus : cosa continuo a non fare:

Non riempio la casa di oggetti
Mi piace la casa con poche cose. Ho svariate scatole da smaltire ancora: CD, vecchi ricordi, materiale elettronico sparso che puo’ tornare utile. Le smaltiro’ ma al di la’ del disordine che mi e’ proprio, si limita al minimo, *minimo* indispensabile l’ingresso di oggetti. Avere meno, goderselo di piu’ (e soprattutto meno cose da tenere in ordine). Serve continuare a buttare qualche cosa ogni volta che si compra qualcosa di nuovo. A volte, vedi ipod, le cose basta perderle.

Non cerco un impiego fisso
Meno che mai.

Non uso piu’ eMule
Torrent: software piu’ leggero. Basta col baraccone mulo. Comunque, una cosa sola e’ meglio che due che tanto non e’ che usi piu’ tanto nemmeno lui.

Ascolto solo musica fatta da donne

Mi sono accorto che da qualche anno, se si escludono un paio di artisti che ascolto sempre poche rare eccezioni, tutta la musica nuova che inizio ad ascoltare e’ scritta, suonata e cantata da donne.

Gia’ un anno fa creai su jango una playlist “girls” con un po’ delle artiste che ascoltavo in cui a fianco delle piu’ note Diana Krall e Norah Jones c’erano anche Aimee Mann, Madeleine Peyroux e soprattutto Regina Spektor. Di recente, in quel periodo, avevo anche ascoltato qualcosa di Ani Difranco attratto inizialmente dalla adorabile Little Plastic Castle.

Regina Spektor

C’era poi tutto il filone delle “women”, da Nina Simone a Joan Baez ma resta in parte un’altra storia.

Musicalmente parlando, eravamo arrivati alla fine del 2007. Buona parte del 2008 e’ stata dominata dal fatto che i miei artisti preferiti hanno sfornato i loro due dischi nuovi e io sono quindi stato travolto da quwei dischi e dai concerti di Adam e di Tod.

Quando poi a settembre ho ripreso i sensi, ecco una nuova ondata ancora una volta quasi tutta al femminile. Sento un pezzo di Emiliana Torrini alla radio e mi resta in testa. Il disco, Me and Armini, e’ stato uno dei miei ascolti preferiti dell’autunno: quieto e rilassante ma non noioso, si passa sopra il fatto che, mi pare, le liriche siano un poco troppo monotone e non brillanti, ma non ci ho fatto caso piu’ di tanto.

Emilina Torrini

Poi, complice la storia della raccolta Duets, ho comprato una Essential Collection della Sinatra. Infine, complice il viaggio a Tel Aviv, sono giorni che non riesco a staccare le orecchie dalla musica di Rona Kenan, in attesa dell’arrivo dei dischi.

Questa e’ un po’ la cronistoria ma il media player qui di fianco continua a sparare random pezzi al femminile, ad esempio ora ascoltavo Wanda Jackson, scoperta per un pezzo sulla colonna sonora di Rocknrolla, e dopo e’ partita Alicia Keys.

Era un po’ che sta cosa mi girava per la testa, ora l’ho scritto. Chi sa perche’.

I wanna live with a musician. She’d write songs at home and ask me what I thought of them, and maybe even include one of our little private jokes in the liner notes.

Taxi drivers

But there was just one more courier flight
And it was leaving in the cold morning light
And that’s the one you can be sure that I was on

Balzo sul taxi. “Kikar Disengoff please”. Sono le sette e trenta ma il sole e’ gia’ alto e a Tel Aviv c’e’ un sacco di luce. Vorrei avere gli occhiali da sole ma non li ho. Il bagaglio a casa e’ quasi tutto pronto, dovrei fare in tempo. Il volo parte all’una ma devo essere in aeroporto per le dieci, i ragazzi avranno un sacco di lavoro da fare con me e questo aereo torna in Italia, non posso perderlo. Anche se vorrei tanto.

Not that I had, some sort of plan
But I swear it wasn’t meant to happen like this

Andare in Giordania non e’ stato poi cosi’ difficile. L’ultima immagine di Israele che si ha e’ un ragazzo in tuta con a tracolla un mitra di un metro e mezzo che alla richiesta “ma poi come mi muovo, ci sono dei taxi?” risponde “ask them”. Sufficiente per far capire che e’ il caso di accomiatarsi.
Sarebbe stato lecito attendersi dei taxi dall’altro lato ma il dubbio e’ altrettanto lecito quando di fronte a te ci sono svariate centinaia di metri di terra di nessuno, da fare a piedi con tutto il bagaglio, tra una recinzione militarizzata e un’altra. Alla frontiera giordana ci sono numerosi militari in uniforme, sono gentili e te la sbrighi in fretta.

In Giordania, il tassista e’ il tuo migliore amico. E’ bene che lo sia perche’ altrimenti sta cercando di fotterti. E’ il caso di scegliersi quello giusto.
Quando pero’ arrivi la prima sera ed e’ buio, scegli quello che trovi, anche perche’ ce ne e’ uno solo e li’ sai benissimo che non avrai scampo. Pazienza. In realta’ il ragazzo ha avuto almeno il merito di portarmi in un posto carino, economico e soprattuto fuori da Aqaba.

Il mio trascorso in Giordania lo definirei distensivo. I primi due giorni ad Aqaba soprattutto sono stati all’insegna del far nulla piu’ totale, i primi da mesi, troppi mesi. Forse anni. In quel momento ho ricaricato quel che serviva per procedere con il mio breve viaggio e anche per fare diving, l’ultimo giorno. Prima volta, sono stato bravo eh, che soddisfazione, l’istruttore mi ha anche detto: “amazing for a first time”. Chi l’avrebbe mai detto.

Sono poi risalito con Mahmood in taxi fino a Petra. Mahmood e’ il mio tassista di fiducia del sud della Giordania. Mi ha scritto ieri per chiedermi come stavo e quando torno. Sa fare il suo lavoro e abbiamo gia’ condiviso un paio di esperienze importanti: uno stop da parte di alcuni militari giordani per delle foto non gradite  che io ho fatto e poi il viaggio assieme fino a Petra io, lui e i suoi figli, due bambini. Dopo essere passati a Wadi Rum ci siamo fermati e ha preso biscotti e succo per tutti. Mi ha lasciato a Petra nel suo albergo di riferimento. Se serve, vi posso dare il numero. Il tassista e’ prezioso.

Amman invece e’ un casino e ho pure patito lo smog da auto violentissimo a ora di punta nel tardo pomeriggio. La downtown e’ un macello e ricordo solo che non c’e’ un bar dove sedersi per chilometri, che ho dovuto pagare il pizzo per pisciare in un posto allucinante, che ho pagato un euro per due felafel e una 7up (con lo strappo vecchio), che il mercato ortofrutticolo e’ lussureggiante e freschissimo, che ci sono una marea di negozi e che anche qui vedere una femmina e’ una rarita’. Di giorno e’ apparso un micro corteo di studentesse che uscivano da lezione, e la la sera, nella zona dell’hotel, ho chiesto indicazioni a due donne. Direi che l’elenco per tutta la Giordania e’ finito qui.

Jalid, il tassista per il nord, mi ha portato a fare il bagno sul mar morto il mattino seguente e poi rapidi alla frontiera, che il venerdi chiude all’una (di giorno). Qui me la sono sbrigata in fretta, sul versante israeliano, grazie al fatto che ho detto che andavo da un’amica e loro hanno verificato. Altri ragazzi sono stati li’ un paio di ore abbondanti.

Quindi nel tardo pomeriggio di venerdi reincontro la Fiammetta sotto casa nei pressi di Kikar Disengoff, dove trascorrero’ i giorni successivi.

continua…