Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

Taxi drivers

But there was just one more courier flight
And it was leaving in the cold morning light
And that’s the one you can be sure that I was on

Balzo sul taxi. “Kikar Disengoff please”. Sono le sette e trenta ma il sole e’ gia’ alto e a Tel Aviv c’e’ un sacco di luce. Vorrei avere gli occhiali da sole ma non li ho. Il bagaglio a casa e’ quasi tutto pronto, dovrei fare in tempo. Il volo parte all’una ma devo essere in aeroporto per le dieci, i ragazzi avranno un sacco di lavoro da fare con me e questo aereo torna in Italia, non posso perderlo. Anche se vorrei tanto.

Not that I had, some sort of plan
But I swear it wasn’t meant to happen like this

Andare in Giordania non e’ stato poi cosi’ difficile. L’ultima immagine di Israele che si ha e’ un ragazzo in tuta con a tracolla un mitra di un metro e mezzo che alla richiesta “ma poi come mi muovo, ci sono dei taxi?” risponde “ask them”. Sufficiente per far capire che e’ il caso di accomiatarsi.
Sarebbe stato lecito attendersi dei taxi dall’altro lato ma il dubbio e’ altrettanto lecito quando di fronte a te ci sono svariate centinaia di metri di terra di nessuno, da fare a piedi con tutto il bagaglio, tra una recinzione militarizzata e un’altra. Alla frontiera giordana ci sono numerosi militari in uniforme, sono gentili e te la sbrighi in fretta.

In Giordania, il tassista e’ il tuo migliore amico. E’ bene che lo sia perche’ altrimenti sta cercando di fotterti. E’ il caso di scegliersi quello giusto.
Quando pero’ arrivi la prima sera ed e’ buio, scegli quello che trovi, anche perche’ ce ne e’ uno solo e li’ sai benissimo che non avrai scampo. Pazienza. In realta’ il ragazzo ha avuto almeno il merito di portarmi in un posto carino, economico e soprattuto fuori da Aqaba.

Il mio trascorso in Giordania lo definirei distensivo. I primi due giorni ad Aqaba soprattutto sono stati all’insegna del far nulla piu’ totale, i primi da mesi, troppi mesi. Forse anni. In quel momento ho ricaricato quel che serviva per procedere con il mio breve viaggio e anche per fare diving, l’ultimo giorno. Prima volta, sono stato bravo eh, che soddisfazione, l’istruttore mi ha anche detto: “amazing for a first time”. Chi l’avrebbe mai detto.

Sono poi risalito con Mahmood in taxi fino a Petra. Mahmood e’ il mio tassista di fiducia del sud della Giordania. Mi ha scritto ieri per chiedermi come stavo e quando torno. Sa fare il suo lavoro e abbiamo gia’ condiviso un paio di esperienze importanti: uno stop da parte di alcuni militari giordani per delle foto non gradite  che io ho fatto e poi il viaggio assieme fino a Petra io, lui e i suoi figli, due bambini. Dopo essere passati a Wadi Rum ci siamo fermati e ha preso biscotti e succo per tutti. Mi ha lasciato a Petra nel suo albergo di riferimento. Se serve, vi posso dare il numero. Il tassista e’ prezioso.

Amman invece e’ un casino e ho pure patito lo smog da auto violentissimo a ora di punta nel tardo pomeriggio. La downtown e’ un macello e ricordo solo che non c’e’ un bar dove sedersi per chilometri, che ho dovuto pagare il pizzo per pisciare in un posto allucinante, che ho pagato un euro per due felafel e una 7up (con lo strappo vecchio), che il mercato ortofrutticolo e’ lussureggiante e freschissimo, che ci sono una marea di negozi e che anche qui vedere una femmina e’ una rarita’. Di giorno e’ apparso un micro corteo di studentesse che uscivano da lezione, e la la sera, nella zona dell’hotel, ho chiesto indicazioni a due donne. Direi che l’elenco per tutta la Giordania e’ finito qui.

Jalid, il tassista per il nord, mi ha portato a fare il bagno sul mar morto il mattino seguente e poi rapidi alla frontiera, che il venerdi chiude all’una (di giorno). Qui me la sono sbrigata in fretta, sul versante israeliano, grazie al fatto che ho detto che andavo da un’amica e loro hanno verificato. Altri ragazzi sono stati li’ un paio di ore abbondanti.

Quindi nel tardo pomeriggio di venerdi reincontro la Fiammetta sotto casa nei pressi di Kikar Disengoff, dove trascorrero’ i giorni successivi.

continua…

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