Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

E' Pasqua, mangiamo l'agnello.

Incuriosito dal resoconto di Travaglio sul terremoto e in particolare dalla questione dell’ospedale di l’Aquila, ho deciso di fare qualche ricerca riguardo i nomi che travaglio cita all’inizio come la impresa costruttrice responsabile. Mentre Travaglio si concentra piu’ sulla persona di Pesenti e sula Calcestruzzi, io ho fatto qualche ricerca sulla Impregilo, oggi la piu’ grande societa’ di costruzioni italiana

Fino al 1994 e’ una societa da oltre 500 miliardi di lire di fatturato che opera solo fuori dalla CEE. Quell’anno viene utilizzata per una fusione: confluiscono al suo interno Cogefar Impresit (gia’ fusione di Fiat Impresit e Cogefar,), una controllata al 100% dal gruppo FIAT, e altre due societa’ (GIrola e LOdigiani).

Anno domini 2009, dice Wikipedia, “Impregilo è quotata alla borsa di Milano. Possiede un capitale sociale di 716 milioni di euro, un portafoglio ordini superiore ai 13 miliardi di euro e oltre 10 000 dipendenti.”

Si legge che dalla fine del 2005 il 30% del capitale sociale e’ di Igli SpA. Chi? Una societa’ “ponte” divisa in tre parti uguali: Societa’ Ausotrade, (Benetton), Immobiliare Lombarda (Ligresti) e Argo Finanziaria (Gavio). Casualmente, inoltre:

Nell’ottobre 2005, Impregilo, a capogruppo di una cordata di aziende internazionali, si aggiudicò la gara internazionale per la realizzazione del ponte sullo stretto

Insomma Impregilo e’ oggi controllata da quella cordata di soliti noti. Il resto degli azionisti e’ di netta minoranza. E’ facile in Rete scoprire i legami tra la Impregilo moderna e vari scandali alcuni dei quali sono anche citati da Travaglio in quel filmato: monnezza a Napoli, alta velocita’ e molto altro.

Noi, invece, torniamo un attimo agli anni 80.

Fiat Impresit nel 1987 costituiva la Effepi Finanza e Progetti con il Banco di Napoli, societa’ che andra’ ad operare “nel campo della progettazione delle opere pubbliche nel Mezzogiorno per fornire assistenza finanziaria ed organizzativa”. Non mi spreco in ulteriori commenti. Di li’ a un paio di anni sarebbe cresciuto nel gruppo Fiat l’interesse per la Cogefar con cui si sarebbe fusa di li’ a poco. Al momento poi della fusione/trasformazione in Impregilo del 1994, la Fiat controlla al 100% Fiat Impresit che controlla al 100% Cogefar.

Fusione fatta, tutti contenti. Gia’. Il 1994. Bei tempi no? Cosa accadeva in quegli anni?

Tanto per dirne una in fretta: correva il 7 maggio 1992 quanto Maurizio Prada, all’epoca cassiere DC (cassiere, si’, quello che incassa), rivela che “Iveco, Fiat Ferroviaria e Cogefar Impresit pagavano tangenti ai partiti,” nel corso dell’inchista passata alla storia come Mani Pulite.

Prada ricorda, in particolare, che l’azienda torinese aveva pagato tangenti per ottenere l’appalto della terza linea del metrò milanese (1,8 miliardi), per il passante ferroviario (1,2 miliardi) e per la costruzione di un parcheggio (55).

Le dichiarazioni di Prada sui versamenti periodici ai partiti acquisiscono un particolare valore perché vengono confermate lo stesso 6 maggio da Radaelli, consigliere socialista dell’Atm, e, pochi giorni dopo, dall’esponente del Pds Luigi Carnevale.

E cosi’ via. Senza stare a rivangare tutta la vicenda di Mani Pulite, mi limito a far notare come appena finito il casino ’92-’94, la sporchissima Cogefar (di Fiat) confluisce in un’azienda “nuova”, Impregilo, facendo acquisizioni cambiando cosi’ volto per presentarsi fresca e pimpante in spiaggia, pronta a cavalcarfe l’onda della Seconda Repubblica e i suoi nuovi protagonisti. Si arrivera’ cosi’ agli scandali “moderni” e ai due prossimi grandi numeri: il Ponte sullo stretto e la Diga di Hasankayf

Possiamo stare tranquilli pero’, c’e’ chi veglia su di noi:

“Ci sono state vendite anche su Impregilo (-1,61%): il mercato teme che il Governo possa rallentare gli investimenti nelle grandi opere per far fronte al dramma che ha colpito l’Abruzzo. A riguardo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a L’Aquila ha ribadito che il Ponte sullo Stretto di Messina rimane un’opera prioritaria e che non c’è alcun ripensamento sulla sua realizzazione.”

E’ tutto? No. Scavare nel passato rende la cosa ancora piu’ divertente. Impregilo viene fondata negli anni 50. Abbiamo detto che fino alla fusione del 94, impregilo lavorava solo in paesi fuori dalla CEE. Quali grandi opere sono state realizzate in quei 40 anni di attivita’ nel resto del pianeta?

Già fra il 1976 e il 1982 Impregilo (allora Impresit-Cogefar) partecipò alla costruzione della diga Chixoy in Guatemala, un progetto il cui costo finale di 800 milioni di dollari si rivelò del 300% superiore alle previsioni e determinò un’espansione del debito pubblico del paese centroamericano nell’ordine del 45% del suo intero ammontare. I finanziamenti provennero dalle casse della Banca Mondiale e della Banca Interamericana di Sviluppo. Gli abitanti dei territori interessati dal progetto furono costretti al trasferimento coatto e di fronte alla loro riluttanza ad abbandonare le proprie terre e le proprie case si scatenò una campagna di terrore durante la quale vennero trucidate oltre 400 persone.

Non sara’ difficile confermare in rete la veridicita’ di quel passaggio. Lascio a chi desidera il resto della storia di Impregilo.

Non stupisce dunque la scelta di Fiat, nel 1994, per la societa’ in cui far confluire la splendida Cogefar. Una societa’ sua simile che pero’ operava al di fuori dall’italia ed era rimasta quindi al di fuori degli scandali di Tangentopoli.

Cosi’,  dopo 50 anni di questa roba, nel 2005 finalmente nel CDA del Ponte sullo Stretto sale Francesco Paolo Mattioli, ex direttore finanziario della Fiat e Presidente di Cogefar, imputato nel ’93 per 38 miliardi di lire di tangenti. Reato caduto in prescrizione nel 1999.

httpv://www.youtube.com/watch?v=sTUIHK7gHRE

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