Il Blog del Della (2005 – 2010)

Libertà di espressione e collaborazione, dall'Open Source al Social Networking. Pensieri e informazione da Daniele Dellafiore.

Archivi Mensili: agosto 2009

Freedom of press idea comparison: Italy and Sweden

These days in Italy, the Italian Prime Minister is saying:

I believe that this is something that we no longer need to and cannot support: a publicly funded television station that attacks the government.”

These days here in Tel Aviv, people are concerned about decision of the Swedish government not to condemn the newspaper that published a real strange story about Israeli Army.But in sweden:

freedom of the press is deeply enshrined, a legislated pillar of the nation’s constitution […]politicians seem to be normally extraordinarily careful not to comment on what the media decide to publish.

You can easily find about the story on the web, while my opinion is substantially the one of the Cronicle Herald columnist.

To any of the people that thinks that Swedish government should take a precise position on the matter, I suggest to read the this article about what the Prime Minister of Italy is permitted to say this days.

After that, you take your final consideration. What is happening in Italy are the extreme consequences of limiting the freedom of press and allowing that the whole of the press is controlled by a single person. So, that person can attack the (few) journalist that are doing their actual job saying: “you cannot attack government”. I recently read a quote of a Indro Montanelli old article, back in 1994:

an alarming conceptual confusion between State and government…

Freedom of press also means that sometimes someone said something that is not true. It can happen. What happens if we do not have freedom of press is really, really, a worst option.

“I worry about my child and the Internet all the time, even though she’s too young to have logged on yet. Here’s what I worry about. I worry that 10 or 15 years from now, she will come to me and say ‘Daddy, where were you when they took freedom of the press away from the Internet?’”

— Mike Godwin, Electronic Frontier Foundation

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No direction home

How does it feel to be on your own, with no direction home, like a complete unknown

dylan

When it ends up that there are less and less people who inspire you and no more guide at all, suddenly you are on your own and you have figure out a way and make enthusiasm emerge out of nothing, build self security out from yourself.

At that time, indeed, you need moments of vagrancy.

Un concetto che mi ha fatto spesso riflettere e’ quello di trovare
se stessi. L’idea di poter fare un viaggio per mettersi
“alla prova” e in qualche modo scoprire chi si e’ probabilmente non e’
la descrizione piu’ fedele del processo. Piu’ che
un “trovare” se stessi in realta’ si tratta di un “definire” se
stessi. Le esperienze che noi facciamo vanno a caratterizzare
e di fatto a definire chi siamo. Non siamo nulla se non un filo
temporale che lega una serie di eventi, di incontri, di
esperienze.
Senza esperienze semplicemente non saremmo noi, non saremmo nulla. Nel
momento in cui si va a “cercare se stessi” di fatto si
sta abbandonando se stessi andando a riscriverlo tramite una sequenza
di nuovi eventi. Il vecchio se’ scompare e il nuovo ha
solo un vago ricordo di quello che era prima. Non puo’ esserci
comunicazione tra i due se non indirettamente, tramite degli
scritti e, nella direzione opposta, dei ricordi.

La prossima volta che partite per un lungo “viaggio”, fisico o mentale
che sia, dopo aver salutato gli amici ricordatevi di salutare anche voi stessi.

L. Bolzani

First, you copy. Then, you buy. Then… you win?

Lo so, l’articolo non e’ in tema con Dellaviv ma mi fara’ bene pensare ad altro per almeno il tempo dell’articolo. Inoltre l’occasione e’ ghiotta.

Iniziamo da lontano. Negli anni 90 c’era Geocities. Faceva schifo ma era un embrione di sito-community, tutti potevano avere la loro pagina, tutti potevano mettere il logo lavori in corso animato e addirittura uno splendido orologio digitale fatto in Flash. Faceva schifo ma erano gli anni 90 e tutti erano contenti.

Poi e’ arrivato MySpace che fa schifo e basta, ed ha avuto l’unico pregio di permettere a chiunque di mettere in bella mostra qualche sua canzone.

Ecco che quindi e’ arrivato Facebook che, indovinate un po’, all’inizio faceva pena. Non faceva schifo come MySpace anche se a un tratto il Wall iniziava pericolosamente a sembrare un obbrorbrio alla MySpace, ma era stupido forte. Il sistema iniziale di comunicazione wall to wall e’ stato probabilmente il peggior esempio di comunicazione mai apparso sulla Rete. Poi pero’ hanno comprato Mark Andresen e le cose si sono raddrizzate. Intendiamoci, e’ ancora un chiodo lentissimo e popolato per lo piu’ da giochi idioti ma non ci si puo’ fare nulla, e’ un aggeggio mainstream e avra’ sempre piu’ rumore di quanti filtri ci si possa inventare. Resta una colossale rubrica di contatti, punto.

Come si sono raddrizzate le cose in Facebook? Semplice, hanno iniziato a copiare qualcun altro, qualcuno che non ha avuto un paio di intuizioni geniali che invece Zuckerberg o qualcuno per lui ha avuto all’inizio (tipo abituare a inserire nome e cognome invece del nick), ma che era pero’ un bel po’ di spessore in piu’ e infatti hanno creato un servizio meno conosciuto ma comunque stra noto e che nei fatti ha definito le linee guida per la comunicazione su Web. Il Web in real time che Google e Facebook stanno continuamente cercando di copiare.Google direi quasi “disperatamente”. Be’, lo hanno inventato questi qui.

Cosi’ Facebook nell’ultimo anno ha iniziato sempre piu’ ad assomigliare a FriendFeed. Per essere precisi, Facebook ha quasi trasformato la sua Home in quella di FriendFeed: aggiornamenti in semi-real time, sistema di like eccetera. Quasi perche’ c’erano una serie di limiti intrinseci di Facebook, non ultimo il suo essere un chiodo, che non gli hanno permesso e non gli permetteranno mai di diventare semplici, rapidi ed eleganti come il serivio fondato dai quattro tizi (a destra) nella foto. E ora Zuck, il tizio a sinistra, dopo averli copiati, li ha comprati.

Che dire. Il popolo di FriendFeed ha reagito malissimo alla notizia. Personalmente, non posso dire di essere contento ma da un lato forse era inevitabile, dall’altro non  credo che ci sara’ qualcosa come una fusione dei due servizi e men che meno funzionalita’ di Facebook andranno mai a sporcare FriendFeed, nonostante gia’ si faccia ironia su questa eventualita’. Piu’ probabile e’ che  tutto vada  avanti come prima, si fara’ evolvere ancora Facebook nella direzione di FriendFeed il quale continuera’ comunque ad essere un paio di passi avanti, il campo di prova per le novita’, testato su un gruppo di utenti piu’ ristretto ma molto piu’ tech savy. In sostanza, cambia solo chi paga lo stipendio a quei tizi e che a copiare le cose da FF a Facebook saranno piu’ direttamente quelli che le hanno ideate la prima volta.

La speranza insomma  e’ che FriendFeed resti lo stesso e Facebook migliori, come ha indubbiamente fatto dopo l’arrivo di Andresen, anche dopo l’introduzione di questi signori.

Life

When I was younger I got hit and then addicted by a statement that a friend of mine told me once: “I hate boredom and I love enthusiasm”. It was such a simple statement, in any conversation in any afternoon, but that stucked into my mind for years. It happened during one of those time in your life when you are becoming something new  or, better,  you are defining yourself as something different, and you listen something that perfectly describe what you have in and are trying to explode out. And it helps you.

In years, I came up in loving simplicty over almost anything else. Is a long run. In all my recent peregrination and activities, I always try to achieve simplicity. This is one of the reason I love Tel Aviv and I am here now and I am wondering to get back again. But it is not because this is a simple place, not at all.

It is because it seems to me that here people have inside something even more simple and at the same time even more powerful.

They hate death and love life.

This one is dedicated to Orsola and Rona, whose fathers recently passed away.